Un piano utilizzabile risponde prima del prossimo ordine: quale setup è valido, come calcolare la quantità, quando uscire e che cosa fare dopo un limite raggiunto. Questo modello in sette sezioni traduce decisioni in regole confrontabili con le esecuzioni. Scriverle rende visibili le deviazioni, senza garantire profitto.

Decisioni e modifiche devono essere ricostruibili

Sostituisci condizioni vaghe con definizioni verificabili nei dati e nella cronologia. Un campo vuoto è una decisione irrisolta, non permesso d’improvvisare. Puoi usare documento, foglio o regole eseguibili: occorrono versione accessibile e registro di quanto seguito realmente.

Il piano indica decisioni previste e condizioni per rifiutarle o sospenderle. IG Academy tratta tempo, capitale, mercati e registrazioni; il modello seguente aggiunge controlli operativi propri. Non garantisce disciplina, reazioni emotive o edge positivo. Una perdita conforme è diversa da un ordine involontario; una deviazione profittevole rimane una deviazione. Le avvertenze CFD non dimostrano un confronto causale tra chi scrive o non scrive piani, e un trimestre può non risolvere la diagnosi.

Prima sezione: profilo e obiettivi finanziari

Compila conto, prodotto, valuta, strumenti ammessi, modalità test/reale, versione e tempo disponibile. Distingui obiettivi di processo, come registrare ogni istruzione, da un rendimento desiderato dipendente dal mercato. Il target di profitto non obbliga a un ingresso.

  • Ambito: conto/prodotto, valuta, versione, simulazione o esecuzione effettiva.
  • Disponibilità: orari e orologio preciso, preparazione, revisione, festività e assenze.
  • Risorse: capitale, strumenti consentiti, quantità e margine, strumenti operativi richiesti.
  • Obiettivi: azioni verificabili; eventuale rendimento incerto con base monetaria dichiarata.

Riferimento fittizio fisso di 10.000 USD: obiettivo annuo del 12% = 1.200 USD; trimestrale del 3% sulla stessa base = 300 USD. Sono desideri, non risultati o stime a basso rischio. Quattro guadagni trimestrali del 3% capitalizzati darebbero invece 1,03⁴ − 1 ≈ 12,55%: specifica base fissa o equity corrente.

Seconda sezione: strumenti, dati e orari

Scrivi strumenti e intervalli usati e perché orari e quantità contrattuali sono gestibili. Non esiste un limite universale di tre-cinque coppie o una struttura obbligatoria di tre timeframe che stabilisca il vantaggio. Definisci feed e timestamp.

  • Simboli esatti, quantità contrattuali, restrizioni del conto e fonte dati.
  • Contributo di ogni intervallo e momento di disponibilità dei valori finali.
  • Orologio, ultimo ingresso, uscite, pause e gestione dell’ora legale. Fuori orario d’ingresso può essere necessario mantenere attiva l’automazione.
  • Pubblicazioni economiche, finestre precise d’esclusione o riesame e gestione dell’esposizione esistente. Due ore di buffer sarebbero un parametro scelto, non una norma universale.

Terza sezione: dal segnale all’uscita

Segnale fittizio preciso: dopo la chiusura H1, Close deve superare il maggiore High delle venti H1 precedenti completate, stesso feed, escludendo la candela del segnale. La decisione è possibile soltanto dopo quella chiusura. Venti è un parametro illustrativo, non una strategia profittevole dimostrata.

Il segnale richiede ancora tipo d’ordine, quantità, prezzi ammessi, scadenza ed esclusioni. Decidi se una quotazione cambiata impone ridimensionamento o rifiuto. Un invio successivo non riceve automaticamente il Close storico. Definisci fill parziali, conferma di cancellazione e dati invalidi.

Per le uscite scrivi stop, target, tempo, precedenze e unità esatte dei parziali. Se scade il tempo dopo una riduzione, usa il residuo effettivo. Un alert non conferma la chiusura; prima di una pausa di negoziazione occorre una procedura per esecuzione mancata o respinta.

Campi minimi: istante in cui il segnale è noto; ordine con quantità, prezzo, durata e parziali; condizioni d’uscita con protezione residua; identificativi di ordine/esecuzione, ora, prezzo, unità, costi e deviazioni. Questa sequenza collega il piano alla checklist pre-ingresso.

Quarta sezione: budget, quantità ed esposizione

Separa perdita pianificata, perdita massima possibile e margine. Definisci riferimento monetario, formula, costi ed esposizione combinata prima dell’invio. Il solo numero di posizioni non rileva esposizioni comuni alla medesima valuta.

Sei campi da completare: budget per operazione; formula con valore pip, conversione e costi; budget combinato aperto; limite decisionale giornaliero; limite settimanale; massimo di posizioni contemporanee. Ogni percentuale deve nominare saldo o equity di riferimento. Esamina le esposizioni correlate: un limite decisionale non è garanzia del broker che le perdite si arrestino lì.

Parametri fittizi su 10.000 USD fissi: 1,5% per operazione = 150 USD, budget combinato 5% = 500, limite giornaliero 4% = 400 e settimanale 9% = 900. Non sono raccomandazioni universali. Specifica perdite e costi inclusi, aggiornamento della base e azione dopo violazione. Chiudere la piattaforma non liquida le posizioni o ne limita la perdita.

Altro esempio EUR/USD, conto con equity 12.000 USD: budget scelto 60 USD, 0,5%, non raccomandato. Ingresso Ask 1,1002, Bid 1,1000, SL ordinario 1,0962. Distanza 0,0040 USD/EUR = 40 pip. Commissione 0,0001 USD per EUR su entrata e uscita, nessun minimo. Per N EUR, perdita pianificata N × (0,0040 + 0,0002).

N = 60/0,0042 ≈ 14.285,71 EUR. Con minimo e passo assegnati entrambi a 1.000 EUR, arrotonda per difetto a 14.000: perdita di prezzo 56 USD più 2,80 di commissione = 58,80. Il passo successivo 15.000 costa 63 USD, oltre budget. Verifica quantità, contratto, stops level e margine effettivi; se il minimo eccede il budget, salta invece di spostare lo stop solo per entrare.

Su uno schermo piccolo scorri la tabella per leggere tutte le colonne.

Chiusura totale distintaBid effettivoLordo USDNetto dopo 2,80 USD
SL esatto1,0962−56−58,80
Stop peggiore1,0952−70−72,80
Target1,1082112109,20

Fill assegnati prima del funding, senza conversione o altri oneri. Lordo = N × (Bid uscita − Ask ingresso): spread già incluso. Lo stop peggiore supera 60 USD: pianificare non garantisce un tetto. Anche la quotazione prima dell’invio conta: se soltanto Ask passa a 1,1006 e lo SL resta 1,0962, 14.000 costerebbero 64,40 USD; 13.000 costano 59,80. Sono altri calcoli ipotetici, non un prezzo eseguibile promesso.

Quinta sezione: pause e procedure d’emergenza

Registra condizioni che impediscono le azioni e risposte specifiche, senza attribuire a tutti gli stessi blocchi emotivi. Una pausa deve gestire anche posizioni e pendenti. Una risposta d’emergenza documentata può richiedere azioni prima della revisione programmata.

  • Condizione: osservazione e azione per impossibilità di monitorare, dati inaffidabili o deviazione.
  • Misura: istante iniziale, orologio, valuta, realizzato e aperto, costi e depositi/prelievi.
  • Esposizione: pendenti da cancellare, posizioni da ridurre/chiudere e conferme.
  • Guasto: canale di contatto del provider e identificativi. Prima di ripetere un’istruzione dallo stato incerto, verifica il conto.
  • Registro: ogni deviazione, anche profittevole. Durata o soglia scelta non è terapia psicologica universale né garanzia di perdita.

Sesta sezione: revisione senza riscrivere il passato

Fissa revisioni regolari e interventi anticipati. Il piano definisce regole, la checklist controlla una decisione e il diario registra l’esecuzione. Conserva versione assegnata a ogni posizione e politica per modificare esposizioni già aperte.

Giorno fittizio distinto: equity iniziale 12.000 USD senza posizioni, deposito 500, finale 12.410. L’equity sale 410, ma P/L di trading = 12.410 − 12.000 − 500 = −90 USD, senza altri flussi. Chiusure −40 e mark aperti −50, costi già inclusi. La soglia di pausa scelta di 80 USD, che conta entrambi, è raggiunta nonostante il deposito; non garantisce perdita finale limitata a 80.

Controllo EUR aggiuntivo: base 5.000 EUR, deposito 250, prelievo 100, equity finale 5.118. Aumento apparente 118, ma trading 5.118 − 5.000 − 250 + 100 = −32 EUR. Assumi −20 realizzati e −12 aperti con costi già inclusi: una soglia scelta di 30 EUR contando entrambi è raggiunta. Deposito e prelievo non sono rendimento e non autorizzano a ignorare la pausa.

Rivedi segnali, quantità desiderate/eseguite, prezzi, costi, tempo e deviazioni. Archivia versioni, ragione delle modifiche e test separato dai dati di calibrazione. Un guasto dati o contratto cambiato può imporre stop immediato, senza aspettare il trimestre.

Una revisione deve dichiarare che cosa cambia sulle posizioni aperte

Il documento nuovo non cambia da solo A

La versione si assegna all’ingresso

Politica fittizia: v2 dalle 10:00 solo per nuove posizioni. A 09:00–10:30 sotto v1; B 11:00–11:30 sotto v2. Asse unico lineare, nessuna automazione implicita.

Il documento nuovo non cambia da solo AAsse 09:00–11:30 lineare. A apre 09:00 con v1, esce 10:30. V2 decorre 10:00 solo nuove. B apre 11:00 con v2, esce 11:30. Un orologio fisso, esempio organizzativo non automatico.La versione assegnata resta nel registrov2 dalle 10:00: solo nuovi ingressiA: v1B: v2v209:0010:0010:3011:30A mantiene 10:30; B segue 11:30.Per cambiare A serve una politica esplicita.
Pubblicare v2 alle 10:00 non cambia la scadenza di A. Versione, posizione e decorrenza devono restare collegate nel registro.

Scorri orizzontalmente o ingrandisci il diagramma per leggere i dettagli.

Politica organizzativa fittizia: versione assegnata all’ingresso e mantenuta fino all’uscita. A apre alle 09:00 con v1 e scadenza 10:30. Il documento v2 vale dalle 10:00 solo per nuovi ingressi, con scadenza 11:30. B apre alle 11:00 sotto v2, mentre A continua a seguire v1. Aggiornare il file non sposta A alle 11:30 e non impone uscita alle 10:00.

Asse temporale lineare comune 09:00–11:30, un orologio fisso. Registra identificativo della posizione, versione d’ingresso ed eccezioni esplicite. Se vuoi applicare modifiche anche alle aperte, definisci prima quella politica e registra l’istante del cambio. Sovrascrivere il file elimina la prova che A avesse ancora scadenza 10:30. Non è una funzione automatica del terminale né un orario raccomandato per un trade reale.

Settima sezione: strumenti e cinque omissioni

Elenca provider/conto, piattaforma, sede dell’automazione, calendario, fonti dati, calcolatore di quantità e registro, con guasti e alternative. Verifica copertura e funzionamento reali invece di presumere accuratezza o ore risparmiate da un nome di applicazione.

Cerca cinque lacune: versione o ambito poco chiari, segnale ambiguo, quantità senza costi o passo, pausa con ordini non gestiti, revisione che cancella la storia. La lunghezza è scelta operativa, non un ottimo universale di una-tre pagine. Anche un piano conciso richiede definizioni complete.

Protocollo per completare il modello

  1. Compila le sette sezioni con ambito, dati, tempi, ordini, unità, costi, pause e revisioni verificabili. I campi vuoti rimangono decisioni irrisolte.
  2. Verifica logica ed esercita esecuzione separatamente. Conserva versioni, fill e deviazioni: un mese demo non certifica preparazione o profitti.
  3. Programma revisioni e trigger per guasti/cambi contrattuali. Dichiara decorrenza e politica sulle aperte, senza imporre revisioni solo trimestrali o pause arbitrarie universali.

Nel protocollo di backtest conserva versione e istante di efficacia: giudica l’esecuzione sulle regole allora in vigore.