CFD: contratto per differenza
Derivato che regola variazioni del prezzo di un sottostante secondo contratto, senza proprietà dell’attività sottostante. Dimensione, costi, margine e protezioni dipendono da prodotto, controparte, classificazione del cliente e giurisdizione. Leva ammessa e perdita economica sono questioni distinte.
Di che cosa si tratta?
Derivato che regola variazioni del prezzo di un sottostante secondo contratto, senza proprietà dell’attività sottostante. Dimensione, costi, margine e protezioni dipendono da prodotto, controparte, classificazione del cliente e giurisdizione. Leva ammessa e perdita economica sono questioni distinte.
Esempio concreto
Modello USD originario: dieci CFD azionari ipotetici, uno per azione, apertura 100 USD e chiusura 103 generano 30 USD prima dei costi, senza renderti azionista. Controesempio EUR: venti contratti fittizi da 1 EUR/punto, apertura 50 e uscita 48, comportano −40 EUR di prezzo. Con 3 EUR di oneri netti aggiuntivi la perdita è 43 EUR; un margine assegnato 20 EUR non la limita automaticamente a 20. Non è un listino di un broker.
La garanzia di margine non è un limite per singola operazione.
- Prezzo
- −40 EUR – 20 × (48−50).
- Netto dopo oneri
- −43 EUR – Altri 3 EUR di costi.
- Margine assegnato
- 20 EUR – Non tetto automatico alla perdita.
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10 × (103−100) = 30. Il contratto regola differenze, non assegna titolarità azionaria.
Concetti collegati
Imparare nel contesto
Fonti e approfondimenti
Un collegamento a una fonte non significa che ogni sua condizione variabile sia verificata a ogni visita della pagina.
Gli esempi sono ipotetici. Caratteristiche dello strumento e norme nazionali possono variare.