Tasso di disoccupazione
Il tasso di disoccupazione divide chi soddisfa i criteri per le forze di lavoro, non per tutta la popolazione. La misura USA U-3 deriva dall’indagine familiare CPS: assenza di lavoro, disponibilità e ricerca attiva, con eccezioni previste. È diversa da richieste di sussidio e NFP. Per i dati italiani usa le definizioni ISTAT, non sostituire il nome a U-3.
Di che cosa si tratta?
Il tasso di disoccupazione divide chi soddisfa i criteri per le forze di lavoro, non per tutta la popolazione. La misura USA U-3 deriva dall’indagine familiare CPS: assenza di lavoro, disponibilità e ricerca attiva, con eccezioni previste. È diversa da richieste di sussidio e NFP. Per i dati italiani usa le definizioni ISTAT, non sostituire il nome a U-3.
Esempio concreto
Popolazione originale fittizia: 950 occupati, 50 disoccupati secondo i criteri e 200 inattivi. Forze di lavoro 1.000, tasso 50/1.000 = 5%, non 50/1.200. Se 20 disoccupati smettono di cercare e diventano inattivi, con occupati ancora 950 il rapporto diventa 30/980 ≈ 3,06%: nessun nuovo posto nel modello. Nuovo conto EUR indipendente: capitale 2.000 EUR, budget scelto 1% = 20 EUR. Né il 5% né il 3,06% della statistica determinano quel budget o la reazione del cambio.
Venti persone che escono dalla ricerca riducono il rapporto senza creare posti.
- Prima
- 50/(950 + 50) = 5% – 950 occupati
- Dopo
- 30/(950 + 30) ≈ 3,06% – Ancora 950 occupati
- Conto EUR distinto
- 2.000 × 1% = 20 EUR – Budget non derivato dal tasso macro
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Corretto: 50/(950+50). Gli inattivi non entrano nel denominatore del tasso.
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Fonti e approfondimenti
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